Obbligo Misura Radon

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Obbligo Misura Radon

La Legge della regione Campania n.13 del 08/07/2019 con il titolo: “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”  prescrive, su tutta la Campania e  per tutti i luoghi accessibili al pubblico, I RILIEVI STRUMENTALI PER INDIVUDARE PRESENZA DI RADON.   

Nello specifico l’ Art. 4 comma 2  sottolinea che “gli esercenti delle attività di cui al comma 1-b (per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare 300 Bq/m3, misurato con strumentazione passiva.) , provvedono, entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgere su base annuale suddivisa in due distinti semestri (primavera-estate e autunno-inverno) ovvero in più misure la cui somma sia pari ad un anno e a trasmettere gli esiti entro un mese dalla conclusione del rilevamento al Comune interessato e ad ARPA Campania della ASL di riferimento. In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.”

Il termine fissato dalla Legge per l’inizio misurazione è di 90 giorni dalla entrata in vigore; pertanto ogni Azienda è obbligata ad inviare al Comune e all’ARPAC i risultati delle misurazioni annuali della concentrazione del gas Radon all’interno del proprio locale a partire dal 16/10/2019.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge regionale, il comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione della certificazione di agibilità. Il che significa non poter più svolgere l’attività all’interno del locale poiché ritenuto inagibile.

Sospendendo l’agibilità di un locale si potrà incorrere nei seguenti intoppi:

  1. Impossibilità di affitto o vendita del locale, per mancanza di agibilità.
  2. Impossibilità di effettuare future richieste al SUAP per subentri, volture, variazioni dell’attività.
  3. Impossibilità di avviare nuove attività nel locale.
  4. In caso di presenza di assicurazioni su danni o eventi avversi, possibile non applicabilità di contratti di assicurazione.

Sebbene la Legge imponga la misura all’esercente, gli effetti succitati si riflettono anche sul possessore dell’immobile , in quanto risulterà impossibilitato a collocare il locale ad eventuale altro affittuario perdendo cosi vantaggio economico.

Nel caso di non esecuzione nei tempi prescritti inoltre il locale risulterà interdetto per almeno 1 anno, frattanto  che vengano effettuati i rilevamenti.

Il Radon è valutato come l’inquinante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi in quanto, si accumula all’interno dei locali dove l’uomo passa molto tempo della sua vita.

Il Radon non ha effetti dannosi immediati, ma solo tardivi e solo da una ventina d’anni. Addirittura, l’intossicazione da Radon, risulta la principale causa di tumore al polmone dopo il fumo.

I tufi, i graniti e i porfidi possono emanare elevate quantità di Radon. Il Radon penetra attraverso crepe, fessure o punti aperti delle fondamenta. Questo tipo di pietre sono usati come materiali da costruzione, possono emettere loro stessi Radon nell’edificio.

L’unico metodo sicuro per determinare la concentrazione del gas Radon all’interno della propria attività è la misurazione diretta.

Riassumendo :

1.La misura del gas Radon deve essere effettuata con dosimetri passivi a tracce nucleari.

2.La misura deve iniziare entro il 16/10/2019.

3.Occorre elaborare un piano di campionamento che stabilisca quanti punti di misura sono descrittivi dei locali e dove posizionarli.

4.Per ogni punto di misura deve essere impiegato 1 dosimetro, nel periodo autunnale-invernale, per un tempo di stazionamento di 6 mesi ed 1 altro dosimetro, nel periodo primaverile-estivo, per altri 6 mesi.

5.I dosimetri vanno analizzati da un laboratorio specializzato in radioprotezione.

6.I risultati dei due semestri vanno mediati ponderalmente e vanno confrontati con il limite di 300 Bq/mc.

7.I risultati della misura annuale, unitamente ad una relazione descrittiva, vanno inviati al Comune e all’ARPAC entro il 16/01/2021.

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